Biblioterapia e Bibloaiuto


Biblioterapia

La definizione più in uso del termine biblioterapia è "uso della letteratura per promuovere la salute";  è praticata in molti paesi del mondo e si fonda sulle comprovate potenzialità terapeutiche della lettura e della scrittura. Ma perché leggere fa bene? 

La narrazione in forma di  romanzi e racconti permette di identificarsi con un personaggio, di sentirsi meno soli nel vivere un determinato problema e di sentire che altri ci sono passati. Il lettore può individuare, grazie alla lettura, delle soluzioni che precedentemente non venivano viste o ritenute irraggiungibili, oppure, semplicemente, rielaborare il problema: anche solo vedere le difficoltà sotto una luce diversa può far star meglio.

Gli scrittori, quando sono sapienti nell'uso delle parole oltre che nello scandagliare i sentimenti umani, sono in grado di illuminarci su noi stessi e sugli altri, spesso chiarendoci ciò che già, in cuor nostro, sapevamo più o meno confusamente. Quando questo avviene proviamo un senso di arricchimento molto vicino alla felicità. La lettura, inoltre, è una sorta di simulatore di vite: ci permette di viverne molte, le più diverse, e magari anche di evitare alcuni errori imparando da quelli commessi dai personaggi letterari. 

Bibloaiuto

Il termine "terapia" evoca immediatamente l'idea di cura e, per associazione, la parola malattia. Per questo motivo noi preferiamo definire ciò che facciamo un biblioaiuto: non abbiamo la pretesa di affrontare e curare patologie on-line, pensiamo che in presenza di disagi gravi l'incontro vis à vis con uno specialista sia imprescindibile. Ma ognuno di noi passa dei momenti più o meno difficili nel corso della vita, per i motivi più disparati: eventi che ci spiazzano, situazioni complicate, malesseri che a volte durano a lungo. Niente di patologico ma bene non si sta. E' proprio in questi momenti che i libri possono essere dei preziosi alleati, soprattutto se possiamo condividere con qualcuno quelle riflessioni ed emozioni che ci hanno suscitato, perché è anche la condivisione che ci fa star bene. E ci aiuta a capire meglio noi e gli altri.